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Water Seer: Il dispositivo che trasforma l’aria in acqua per aiutare le zone a rischio desertificazione

L’acqua è, come tutti ben sanno, un bene prezioso ma sempre più raro: oltre 2,5 miliardi di persone non possono accedere ogni giorno a riserve di acqua potabile. Questo enorme gruppo è però composto per la maggior parte da abitanti di Paesi poveri: basti pensare che in Oceania, Africa subsahariana, Caucaso e Asia Centrale la percentuale di popolazione che ha accesso a fonti di acqua potabile oscilla tra 40% e 70%. Come risolvere il problema? La risposta non è né semplice né tanto meno immediata, tuttavia un gruppo di studiosi ha recentemente elaborato un dispositivo che potrebbe rappresentare un mezzo per cercare di soddisfare l’enorme richiesta mondiale di risorse idriche. Si chiama Water Seer la possibile soluzione in grado di permettere anche alle popolazioni che vivono in zone desertiche di avere accesso ad acqua potabile.

Il team della VICI-LABS, in collaborazione con la famosa Università americana di Berkeley e la National Peace Corps, ha sviluppato una turbina in grado di trasformare l’aria in acqua pulita. La macchina motrice infatti, attivata dal vento, aziona delle lame interne che convogliano l’aria proveniente dall’esterno in una camera di condensazione che la trasforma in vapore. Da qui poi l’acqua prodotta viene raccolta in un serbatoio: il dispositivo è piantato a due metri di profondità, perciò l’acqua viene conservata al fresco. Il principio su cui si basa Water Seer è semplice quanto geniale: anche nel deserto risulta essere presente vapore acqueo, dunque si può attingere ad una riserva potenzialmente illimitata di acqua. Parallelamente allo sviluppo di questo dispositivo è partita una campagna di crowdfunding per finanziare l’acquisto di WaterSeer da donare a famiglie dei Paesi in via di sviluppo: potrebbe infatti rappresentare un mezzo pratico e non troppo costoso per portare acqua pulita da bere in contesti di povertà e difficoltà di sopravvivenza.

Agire per cambiare l’attuale situazione globale è diventato sempre più un dovere: negli ultimi anni sempre più persone hanno iniziato a rendersi conto delle reali condizioni di vita di molti individui. Ecco dunque perché contribuire, per quanto possibile, significa anche comprendere meglio la problematica della mancanza di acqua potabile, al fine di non sprecarne altra e aiutare chi non ne può avere per sopravvivere. Water Seer può essere in questo senso un mezzo ideale per provare concretamente tramite una donazione a cambiare le cose. Altri enti da anni agiscono con l’obbiettivo di fornire aiuti umanitari e diffondere il più possibile la consapevolezza dei veri problemi globali: l’acqua deve essere, proprio per la sua importanza vitale, un diritto fondamentale e inalienabile di ogni individuo, tutti devono poter usufruirne. Per questo Acqua Chiarella sceglie di creare collaborazioni con associazioni umanitarie per dare loro un suo contributo; come Water Seer, tante altre sono le iniziative nate per provare ad agire concretamente nello scenario mondiale al fine di risolvere il problema della mancanza d’acqua.

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