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il Blog di Chiarella

Da quando si è iniziato ad imbottigliare l’acqua?

L’acqua in bottiglia fa parte ormai della vita quotidiana, ma in natura sgorga pura e impetuosa dalla sorgente. Da sempre è considerata fonte di vita e benessere, ma chi ebbe per primo l’idea di catturarla e imbottigliarla? Qual è la sua storia? Ecco un breve excursus sull’ “oro blu”.

Fin dall’antichità, le fonti d’acqua sono stati i luoghi principali dove si svolgevano riti propiziatori, di culto e sacrifici per la rinascita e la fertilità. Secondo le antiche credenze, l’acqua aveva poteri terapeutici e soprannaturali perché era un dono degli Dei. I pionieri delle cure mediche e dei benefici legati all’acqua, sia da bere sia per il bagno, sono stati i Romani. Famose sono le abluzioni nei bagni pubblici effettuate a scopo sanitario, igienico e ricreativo. Di pari passo con l’espansione imperiale, costruirono bagni e terme in tutta Europa: Francia, Gran Bretagna e Germania oltre che in Italia. Non è un caso che le moderne stazioni termali sorgano nei pressi di siti archeologici. Costituiscono una testimonianza e al tempo stesso un’evoluzione dei serbatoi d’acqua del passato. Tra il XVIII e il XIX secolo le virtù dell’acqua hanno destato un nuovo interesse. La prevenzione delle malattie era inesistente, il diffondersi del colera e del tifo, causati dai pozzi comunali privi di manutenzione igienica, spinse la gente a cercare acqua potabile incontaminata alla fonte. Intanto, le località termali diventarono la meta prediletta dei nobili e dei potenti convinti che l’immersione in quelle acque potesse guarire i loro disturbi. Gli indiscutibili vantaggi terapeutici delle terme indussero le popolazioni a organizzarsi per usufruire anche a casa dei benefici di quelle acque medicinali.

La pratica di imbottigliare l’acqua risale ai Romani che la trasportavano in anfore. A metà del XVI secolo si usavano le bottiglie di terracotta. Le testimonianze citano l’acqua di Spa in Belgio, Apollinaris in Germania, Vichy in Francia e Ferrarelle in Italia. Nel XIX secolo, quando si scoprirono gli effetti negativi dell’acqua inquinata sulla salute umana, aumentò la richiesta di bottiglie sigillate. Molti attribuiscono questo boom all’affermazione dello scienziato microbiologo Louis Pasteur: “Beviamo il 90% delle nostre malattie”. È così che ha avuto origine l’imbottigliamento e la commercializzazione. La prima classificazione ufficiale delle diverse tipologie d’acqua si deve al Comitato acque minerali voluto da Luigi XVI nel 1778. Il comitato individuò 4 categorie: ricca di ferro, sulfurea, frizzante e salata. Sembra che la prima macchina per tappi meccanici sia stata inventata in Francia nel 1840, mentre gli impianti di imbottigliamento si sono diffusi in Europa verso la fine del XIX secolo. Una piccola curiosità: fino al XX secolo le acque in bottiglia erano vendute in Farmacia alla pari di altri trattamenti medicinali. Dopo la II Guerra mondiale, le bottiglie d’acqua sono comparse sulle tavole delle famiglie, dei ristoranti, dei bar e sugli scaffali dei negozi affermandosi come bevanda principale. Nel 1980 l’allora CEE (poi U.E.) adottò una direttiva in cui specifica i requisiti che deve possedere un’acqua minerale naturale per essere considerata pura. Caratteristiche possedute da Acqua Chiarella.

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