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Royal Air Jordan: 24 paia di scarpe contro la scarsità d’acqua a Flint, Michigan

Si può fare beneficenza con ventiquattro paia di scarpe? Sì se sono le Royal Air Jordan 1 blu e nere in edizione limitata. Il famoso negozio di New York, Rise, ha messo su una lotteria, il cui premio finale erano appunto due dozzine di Royal Jordan 1, e devoluto l’intero incasso alla “Flint Child Health and Development Fund”. Lo scopo era portare aiuti a Flint, la città del Michigan in crisi per lo scandalo dell’acqua inquinata. L’ultimo rapporto dell’OMS, “Glass 2017”, ha rivelato che al mondo quasi due miliardi di persone bevono acqua contaminata e ogni anno le vittime sono centinaia di migliaia. L’allarme non riguarda solo i paesi in via di sviluppo, ma anche l’America. Emblematico e clamoroso è infatti il caso che ha messo in ginocchio Flint. Qui nel 1908 venne fondata la General Motors e fino agli anni ‘70 la città era considerata la capitale dell’automobile, ma con la chiusura delle fabbriche iniziarono la crisi economica e la decadenza sociale a cui nel 2015 si è aggiunto lo scandalo delle risorse idriche. Una storia “alla Erin Brockovich” con gli abitanti preoccupati per l’acqua maleodorante e scura che usciva dai rubinetti e le autorità che negavano ogni addebito.

Era l’aprile del 2014 quando l’amministrazione comunale, per risparmiare, decise di cambiare fonte per l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua pubblica. Passò dal Lago Huron, che serve anche la vicina Detroit, al fiume Flint che costeggia la città. Ma quelle acque erano altamente inquinate da acidi e prodotti chimici che corrodendo le vecchie tubature in piombo hanno portato metalli pesanti nelle case e sulle tavole di circa 400.000 persone, fra queste 12.000 sono bambini. I cittadini si accorsero subito che quell’acqua non era potabile, ma le autorità negarono garantendone la sicurezza. A ottobre 2015, due rapporti diversi, uno della General Motors e uno privato, fecero emergere la verità: per nascondere i livelli tossici di piombo e i residui fecali coliformi erano state aggiunte percentuali impressionanti di cloro. Successivamente si è anche scoperto che i funzionari statali consumavano acqua in bottiglia da molto prima che scoppiasse l’emergenza. A gennaio 2016, l’ex presidente degli USA Obama dichiarò lo stato di calamità e ordinò l’invio di aiuti federali, mentre l’Onu aprì un’inchiesta per violazione dei diritti umani. Il mondo delle charity mise subito in moto la sua generosa macchina.

La città non prende più l’acqua inquinata dal Flint River, ma la vita degli abitanti è lontana dal tornare alla normalità. Le caserme dei vigili del fuoco sono state trasformate in distributori d’acqua potabile: bottiglie per bere, cucinare e lavarsi. Le condutture dei rubinetti sono così danneggiate che dovranno essere sostituite e la spesa sarà enorme. Ma l’aspetto più preoccupante riguarda la salute. Di recente si è registrato un aumento dei casi di legionellosi, un’infezione dell’apparato respiratorio che si può sviluppare entrando in contatto con acqua inquinata, mentre un pediatra del posto ha trovato tracce di piombo nel sangue dei bambini. La gara umanitaria delle charity per aiutare Flint non si è mai fermata e come sempre Acqua Chiarella è al fianco di Action Aid e ne sostiene tutte le iniziative.

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