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Cos’è il residuo fisso nelle acque minerali?

Molto spesso quando si parla delle acque minerali ci sono alcuni aspetti di grande importanza che non bisogna sottovalutare. Il residuo fisso è la concentrazione di minerali disciolti all’interno di un’acqua minerale. Proprio questo dato è di grandissima importanza in quanto contribuisce a caratterizzare i vari tipi di acqua minerale disponibile in commercio. Si parla perciò di quelle a basso contenuto di sodio o di calcio e così via in base a quanto emerge analizzando il residuo fisso delle stesse. Grazie ai vari dati sul residuo fisso è stato possibile ottenere una vera e propria classificazione delle varie tipologie di acqua: si parla, ad esempio, di quelle minimamente mineralizzate, ovvero che hanno un residuo al di sotto dei 50 mg/l e sono acque molto leggere. Mentre le oligominerali hanno un residuo che va tra 50 e 500 mg/l e permettono di avere un moderato apporto di alcune sostanze minerali. Ci sono anche quelle medio minerali che possono arrivare a 1500 mg/l, mentre in alcune condizioni patologiche può essere necessaria un’acqua minerale col residuo fisso elevato e che perciò abbia concentrazioni alte di minerali.

Da qualche tempo in tema di residuo fisso si parla anche di una possibile pericolosità per la salute dell’organismo umano. Il residuo fisso non è affatto dannoso per la salute, ma è sicuramente un aspetto che bisogna considerare nel momento in cui si deve scegliere l’acqua minerale da consumare durante i propri pasti. Gli effetti collaterali di un’acqua che presenti un residuo fisso non idoneo all’organismo possono comunque manifestarsi col passare del tempo e soprattutto con un utilizzo continuato della stessa. Tale tossicità possibile dell’acqua minerale con un residuo fisso eccessivo può essere determinata dall’accumulo dei sali all’interno di alcuni tessuti. Infatti ci sono alcune parti del corpo umano che tendono a trattenere maggiori concentrazioni di minerali. E ciò a lungo termine può comportare anche dei problemi per la salute. Il giusto segreto è perciò quello di consumare acque con residuo fisso abbastanza elevato con la giusta moderazione. In questo modo l’organismo non patirà. Al contrario, acque minerali con un residuo fisso troppo basso sono state sconsigliate dall’OMS, e non portando alcun nutrimento al corpo non dissetano affaticando i reni.

Nella scelta dell’acqua minerale, il residuo fisso diventa uno dei parametri fondamentali nel momento dell’acquisto. Bisogna puntare innanzitutto su aziende che effettuino controlli e analisi dettagliate sull’acqua che immettono in commercio. Un nome che può essere sfruttato come esempio è Acqua Chiarella che fa al caso di chi vuole puntare sulla qualità. Non sono da sottovalutare le condizioni di vita che influiscono nella scelta dell’acqua più adatta alle proprie esigenze. Infatti coloro che soffrono di ipertensione farebbero bene a scegliere un’acqua oligominerale, ovvero con ridotta quantità di minerali. Mentre per favorire una migliore concentrazione di liquidi in circolo evitando i rischi legati alla ritenzione idrica, è bene sapere che un’acqua con residuo fisso basso fa al caso di queste persone. Per gli sportivi invece può rivelarsi un’ottima scelta quella di puntare su acque minerali con un residuo fisso più alto e che perciò abbiano una concentrazione di minerali più elevata rispetto alle altre.

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