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il Blog di Chiarella

I laghi italiani soffrono: una ricerca di Lega Ambiente

Laghi a rischio è la campagna annuale di Legambiente che si è trasformata in un campanello d’allarme. Tra fine giugno e fine agosto, la Goletta dei Laghi ha fatto tappa in sei regioni, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Umbria e Lazio monitorando i 14 laghi italiani ritenuti più critici. Il report finale dei tecnici di Legambiente non è lusinghiero: i bacini lacustri italiani non godono di buona salute e sono sporchi. Sono sempre più a secco e soprattutto a forte rischio inquinamento a causa degli scarichi delle fogne e della mancanza di depuratori. Al Nord, soffrono il lago di Garda, quello di Como e quello di Iseo; al centro Italia sono in deficit idrico Bracciano e Trasimeno. Le cause dello svuotamento dei bacini lacustri sono diverse: le temperature record di questi mesi, la siccità prolungata, l’eccessiva captazione e il sovra-sfruttamento dei laghi. Una crisi il cui simbolo è il lago di Bracciano che approvvigiona la città di Roma.

Tra i grandi laghi del Nord, quello che versa in condizioni particolarmente critiche è il lago di Garda con un riempimento di appena il 35% e un’altezza del livello dell’acqua di 36 cm sotto la media storica. Lo segue il meraviglioso lago di Como, nelle cui vicinanze si trova la purissima fonte dell’Acqua Chiarella. Il bacino caro ad Alessandro Manzoni è pieno solo al 57,6% del suo volume medio e registra un -59 cm di altezza idrometrica rispetto alla media storica che lo ha sempre contraddistinto. È anche l’unico lago in lieve aumento. Valori simili per il lago d’Iseo, fermo al 56,4% e con un’altezza idrometrica di quasi 21 cm sotto al valore medio, mentre il Maggiore non raggiunge il suo livello medio. In totale, nell’anno in corso, l’afflusso d’acqua nei 4 grandi laghi del Nord è calato di 9,5miliardi di m3. Secondo gli ultimi dati Istat, la forte riduzione delle portate in ingresso nei laghi è pari a tutta l’acqua prelevata per soddisfare il fabbisogno dell’Italia. Non è ancora emergenza, ma quasi. Spostandoci al centro del Belpaese, oltre al lago di Bracciano balzato agli onori della cronaca quest’estate, è in sofferenza anche il Trasimeno che registra -60 cm circa rispetto allo zero idrometrico. L’abbassamento del livello delle acque si è verificato anche nei laghi Albano, Vico, Salto e Turano. Preoccupante la situazione del bacino lacustre di Canterno, in provincia di Frosinone. Negli ultimi 3 mesi è sceso di quasi 90 cm. Per invertire la tendenza, secondo Legambiente è fondamentale introdurre delle politiche di tutela del territorio, delle risorse idriche e di adattamento al clima. È altresì necessario investire nel settore della depurazione ed effettuare più controlli sugli scarichi abusivi applicando la severa legge sugli ecoreati.

Goletta dei Laghi non solo ha rivelato che i laghi italiani sono sempre più vuoti, ma anche che la qualità delle loro acque è al di sotto della media accettabile. Sono stati campionati 100 punti ed è emerso che il 50% sono inquinati per assenza di depuratori e nel 90% ci sono rifiuti come plastica, vetro, polistirolo, carta, ma anche assorbenti e blister di medicinali. La fotografia della 12esima campagna di Legambiente sullo stato dei laghi italiani, realizzata in collaborazione con il CONOU e Novamont, è impietosa. Il direttore generale di LegambienteStafano Ciafani, ha tirato le somme: “Nell’estate 2017 l’Italia si è trovata ad affrontare una pesante crisi idrica inasprita dai cambiamenti climatici. I laghi e fiumi sono il simbolo di questa emergenza.
Per questo è fondamentale mettere in campo interventi strutturali di lungo periodo e politiche di adattamento al clima. Bisogna intervenire sulla qualità, dato che circa il 60% delle acque lacustri non ha raggiunto l’obiettivo fissato dalle direttive europee. Infine anche quest’anno, i nostri dati confermano il problema della cattiva depurazione e dell’inefficienza degli impianti o la presenza di scarichi abusivi. Alcuni punti che sono dei veri e propri malati cronici,malati dal 2006″.

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