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il Blog di Chiarella

La sorgente d’acqua più antica del mondo ha 2 milioni di anni

L’acqua è uno degli elementi più vitali, affascinanti e studiati che esista in natura, e non finisce mai di sorprendere. Dopo anni di ricerche, la sete di conoscenza oggi porta nuovi frutti grazie ad una scoperta che potrebbe cambiare la visione del pianeta: la sorgente d’acqua più antica del mondo ha 2 miliardi di anni.
A distanza di 4 anni arriva così il risultato del nuovo studio coordinato da Barbara Sherwood Lollar e condotto da un gruppo di ricercatori della Deep Energy Community (Doc) dell’Università di Toronto.
Già nel 2013 il team canadese aveva mappato le acque imprigionate sotto la crosta terrestre nelle fratture rocciose di Canada, Scandinavia e Sud Africa. Tra le rocce risalenti al periodo Precambriano – le più antiche esistenti sulla Terra – aveva individuato delle acque simili a quelle presenti nelle zone dei camini termali profondi. Allora però la sorgente d’acqua più antica fu scoperta in una miniera canadese di rame, argento e zinco alla profondità di 2,4 km. Fu datata all’incirca 1,5 miliardi di anni, con una stima variabile tra 1 e 2,5 miliardi.

Le rocce precambriane coprono oltre il 70% della superficie della crosta terrestre, un’area estremamente vasta che potrebbe rivelarsi una possibile fonte di energia per la vita. Questo processo è conosciuto come decomposizione radiolitica dell’acqua, la quale si scompone in idrogeno e ossigeno se viene esposta alle radiazioni. Un’altra reazione chimica è la serpentinizzazione, il processo secondo cui essa reagisce all’alterazione minerale tipica di queste rocce antiche.
L’idrogeno è utilizzato come materia prima principale poiché determina il ciclo del carbonio in profondità, attraverso reazioni di sintesi “organica abiotica” e “biogeochimiche microbiche”.
Gli scienziati hanno spiegato che 2 reazioni chimiche si combinano per generare consistenti quantità di idrogeno, raddoppiando le stime di produzione globale da questi processi, che prima si basavano solo su quello fuoriuscito dai fondali oceanici. Secondo Barbara Sherwood Lollar ciò costituisce un profondo cambiamento circa la comprensione del volume complessivo della crosta terrestre, che potrebbe risultare abitabile.

La nuova ricerca è stata presentata di recente a San Francisco durante l’American Geophysical Union Fall Meeting. Nella stessa miniera ma alla profondità di soli 3 km, stavolta gli scienziati hanno trovato una sorgente d’acqua risalente a 2 miliardi di anni fa, quindi più antica di 500 milioni rispetto alla precedente.
La coordinatrice Sherwood Lollar ha sottolineato che spesso le persone tendono a pensare che sotto la superficie terrestre sia presente poca acqua, mentre il suo volume riscontrato si è rivelato molto più grande di quello atteso. Superiore al previsto anche la sua velocità, di parecchi litri al minuto, come quella della sorgente fresca e guizzante dell’Acqua Chiarella.
Ma non è tutto. Perché questa eccezionale scoperta ha consentito ai ricercatori di risalire anche agli organismi unicellulari che vivevano un tempo in quell’ambiente. A loro avviso, lo studio dei siti idrici antichi potrebbe inoltre aiutare gli scienziati a trovare nuovi importanti indizi riguardo alle possibilità di vita nel resto del sistema solare, per esempio negli oceani presenti sulle lune di ghiaccio di Giove e Saturno.

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