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Cosa si prova a camminare per miglia per raggiungere l’acqua potabile? Esperimento in una scuola USA

L’importanza di avere sempre a disposizione tutta l’acqua necessaria per dissetarsi, lavarsi e cucinare è un fattore troppo spesso sottovalutato da chi è abituato all’abbondanza e quindi dalla maggior parte delle persone che vivono nei Paesi industrializzati. Avete mai pensato a come possa essere difficile convivere con una situazione opposta, nella quale l’acqua potabile diventa un bene raro per cui lottare e sacrificarsi? È quello che hanno fatto gli allievi di una scuola elementare di Cloquet, cittadina dello Stato del Minnesota. I ragazzi hanno intrapreso una lunga passeggiata per procacciarsi l’acqua, camminando per oltre un miglio dalla loro scuola fino a Spafford Park. Giunti sulle rive del fiume Saint Louis, i ragazzi hanno provveduto a riempire i secchi con venti litri d’acqua ciascuno provando a tornare indietro con due secchi colmi poggiati ad un ramo, a sua volta trasportato a spalla. Un bell’allenamento che avrà certamente fatto comprendere ai giovanissimi quale sia l’importanza di avere sempre a disposizione un bene fondamentale come l’acqua.

Al termine dell’esperimento, l’insegnante schierata per la lotta a favore dei diritti umani Jamie Jazdzewski ha chiesto ai ragazzi di provare ad immaginare cosa voglia dire trasportare un carico del genere per almeno quattro o cinque ore ogni giorno della settimana. Il test, teso a sensibilizzare le coscienze dei più giovani e a far comprendere loro cosa voglia dire lottare per la sopravvivenza propria e dei propri familiari, ha preso spunto da un bestseller edito di recente dal New York Times, che racconta la storia di due bambini del Sudan. Il titolo del libro è “A long walk to water” e i suoi protagonisti sono due giovanissimi, che all’età di undici anni hanno dovuto lottare contro la lontananza del loro villaggio dall’unica fonte d’acqua potabile presente nel raggio di molti chilometri. La battaglia portata avanti da decine di associazioni al fine di dotare milioni di persone di tutto il mondo di fonti d’acqua potabile è sostenuta anche da Acqua Chiarella, partner di ActionAid e da sempre impegnata per una causa di enorme importanza.

Jamie Jazdzewski ha chiesto ai ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa di lasciare una donazione a beneficio della causa e ancora una volta la risposta dei giovanissimi è stata encomiabile. Alcuni di loro hanno chiesto fondi ai propri genitori mentre altri hanno persino organizzato una questua porta a porta. In pochi giorni la scuola ha raccolto una cifra superiore ai 2.800 dollari. L’iniziativa, ha spiegato Jamie Jazdzewski, è stata ben accolta da tutta la comunità, che ha scelto spontaneamente di sostenere un tema scottante come quello della scarsità di acqua potabile. La fondazione sostenuta dalla scuola elementare di Cloquet è impegnata da anni nel fornire acqua da bere a molte popolazioni dell’Africa sub-sahariana, che non possono avvalersi di alcuna infrastruttura destinata all’irrigazione, di servizi igienico sanitari a norma e di acqua per la cottura dei cibi. La fondazione è impegnata anche a spiegar loro le pratiche igieniche raccomandate e come prevenire le malattie trasmissibili attraverso le fonti d’acqua non potabile.

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