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Ice Memory: come proteggere i ghiacciai italiani e la loro memoria

In seguito alle modificazioni climatiche che spesso hanno conseguenze catastrofiche sull’ecosistema, si stanno realizzando numerosi cambiamenti ambientali che, nel tempo, possono assumere una rilevanza molto pericolosa per gli equilibri naturali.
L’universo, fin dalla sua nascita, è sempre stato in grado di regolarsi ed autoconservarsi nel corso dei secoli; ma, a causa di sconsiderati interventi da parte dell’uomo, spesso spinto ad agire in base a ragioni economiche, si stanno verificando alcuni mutamenti particolarmente pericolosi per la sopravvivenza del genere umano.
I ghiacciai rappresentano una risorsa fondamentale per l’uomo in quanto garantiscono una riserva di acqua quasi illimitata, che si rigenera periodicamente secondo un efficace ciclo biologico.
Dai ghiacciai dei monti che si ergono dietro al Lago di Como sgorga l’Acqua Chiarella, una bevanda estremamente pura e benefica per la salute.

Per conservare la memoria dei ghiacciai minacciati dai mutamenti climatici, è stato concepito “Ice Memory”, un progetto finalizzato a mettere in sicurezza i ghiacciai per tutelare il loro importante ruolo e la loro memoria.
Tale missione è stata proposta dal Cnr e dall’Università Veneziana di Cà Foscari, e si configura come una vera e propria lotta contro il tempo per salvaguardare gli archivi climatici messi in serio pericolo dal riscaldamento globale e per la memoria.
La modalità operativa di questo progetto consiste nell’estrazione di carote di ghiaccio da alcuni monti italiani, come la Marmolada, il Monte Rosa, il Calderone ed il Montasio, allo scopo di trasferirle poi in Antartide.
Attualmente è prevista una ricognizione presso il Grand Combin, organizzata dai glaciologi afferenti a Cà Foscari ed al Cnr, finalizzata all’identificazione dei punti in cui sia possibile l’estrazione della carota di ghiaccio più profonda, in grado quindi di riportare alla luce la storia delle variazioni climatiche attraverso i secoli.
Queste carote di ghiaccio conservano al loro interno alcune particelle organiche unite ad elementi chimici che sono importanti indicatori delle passate mutazioni climatiche ed ambientali.
Tali reperti si comportano quindi come una sorta di archivio irripetibile riguardo ad informazioni sulla vita ancestrale dell’ecosistema,che può essere utilizzato per analizzare i mutamenti climatici attuali e futuri.
I rilievi, realizzati tramite un apparecchio estremamente specializzato, il georadar, consentono una ricostruzione tridimensionale del substrato roccioso presente sotto agli strati di ghiaccio.
Presso i laboratori universitari di Cà Foscari viene poi analizzato un campionamento estratto a dodici metri di profondità.

“Ice Memory” è un progetto internazionale nato con il patrocinio delle Commissioni Nazionali referenti all’Unesco di Italia e Francia, che ha reclutato numerosi glaciologi provenienti da vari paesi.
Il suo obiettivo è quello di creare il primo “santuario mondiale dei ghiacci” in Antartide, per analizzare i pericoli derivanti dal “Global Warning”.
Anche in Italia il problema del progressivo scioglimento dei ghiacciai sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, e pertanto sono state istituite squadre di ricercatori universitari che, avvalendosi di innovative risorse tecnologiche (come un satellite NASA), sono in grado di ottenere delle immagini ad altissima risoluzione, per uno studio approfondito di tale problema.
È prevista poi l’installazione di una stazione meteorologica per l’acquisizione di dati utilizzabili al medesimo scopo.

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