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il Blog di Chiarella

Posso Offrirti un Bicchiere di Ghiaccio Extraterrestre ?

La notizia che in America sia stato prodotto il primo ghiaccio extraterrestre per umani è una notizia che di certo susciterà la curiosità di molte aziende come quella dell’Acqua Chiarella, tuttavia non rinfrescheremo i nostri drink con dei cubetti alieni. Alcuni ricercatori della Stanford University hanno creato in laboratorio, utilizzando delle apparecchiature specifiche, il cosiddetto ghiaccio VII, una forma cristallina dell’acqua che può generarsi solamente in determinate condizioni nello spazio. Lo scopo dell’esperimento? Conoscere i meccanismi e le proprietà che il ghiaccio acquisisce al di fuori del nostro pianeta. Esiste una realtà finora sconosciuta all’essere umano per quanto riguarda la formazione dei cristalli d’acqua oltre l’atmosfera terrestre e solamente adesso, con adeguate tecnologie ad alta efficienza, si è potuto progredire nella sperimentazione. I primi risvolti che potremmo avere, secondo l’equipe che si è occupata del progetto, sono la cattura di strutture non conosciute del ghiaccio cristallizzato oppure i metodi con cui avvenga la cristallizzazione oltre l’ambiente a cui siamo abituati, soprattutto in virtù delle future esplorazioni spaziali.

Ma come hanno fatto gli studiosi della Stanford University a creare il ghiaccio extraterrestre? Ovviamente non sono dotati di un freezer domestico come in tutte le case, ma la strumentazione è molto più sofisticata. Infatti, è stato impiegato un laser a raggi X, precisamente il più potente al mondo, il Linac Coherent Light Source dello Slac National Accelerator Laboratory. Il ghiaccio VII nasce solamente in condizioni particolari quali lo scontro tra due corpi celesti dotati di molecole d’acqua, pertanto in laboratorio i ricercatori hanno dovuto ricreare la medesima situazione. Per produrre un’onda d’urto sufficientemente potente da essere paragonabile alle collisioni tra asteroidi nello spazio, hanno posto l’una a fianco all’altra una cella contenente comune acqua liquida e uno strato di diamante. Il laser sparato ha vaporizzato istantaneamente la pietra generando una pressione oltre 50.000 volte superiore a quella atmosferica misurata a livello del mare. Soli 6 i nanosecondi per ammirare la cristallizzazione, tempo che ha comunque permesso di osservare attraverso un laser radiografico a raggi infrarossi il cambiamento di stato dell’acqua formando delle molecole non tonde ma allungate.

L’acqua è un elemento molto abbondante sul pianeta e nell’universo, ma questo esperimento ha aperto un nuovo campo di studi sui meccanismi di cristallizzazione oltre a quelli già conosciuti. Grazie a questa scoperta, molti dubbi riguardanti i diversi cambiamenti di fase potranno essere risolti tramite lo studio e l’analisi della moviola dell’onda d’urto sul liquido più prezioso per tutti gli esseri viventi. La professoressa Wendy Mao dello Stanford Institute for Materials and Energy Sciences (Simes) sottolinea: “L’acqua è stata protagonista di gran parte di questi studi, perché tutti vogliono comprenderne il comportamento. Il nostro studio dimostra che è finalmente possibile osservare la formazione del ghiaccio in tempo reale“. L’importanza di questo progetto è quindi evidente e il futuro della sperimentazione è ricco di potenzialità. Purtroppo per noi, la possibilità di bere un bicchiere di ghiaccio alieno è ancora molto remota ma un domani potremmo trovarlo proprio nel bar sotto casa. L’articolo scientifico integrale sul ghiaccio extraterrestre è disponibile nell’ultima edizione della rivista Physical Review Letters.

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