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Breve viaggio nella fabbrica delle Fontanelle d’Acqua Milanesi

Le fontanelle d’aqua presenti sul territorio del capoluogo lombardo sono comunemente chiamate “draghi verdi” o “vedovelle”, per via del sottile getto d’acqua che scorre incessante come il pianto di una vedova. L’esemplare più antico è quello realizzato in bronzo sito in piazza della Scala, che risale alla fine degli anni venti. Le altre fontane, invece, sono costruite in ghisa e sono state introdotte nel paesaggio urbano a partire dagli anni ’30. Tutte sono accumunate dal design dell’epoca, progettato dall’architetto Luca Beltrami: altezza di 150 cm, larghezza di 50, color verde e testa di drago in ottone da dove sgorga l’acqua. Proprio per questo sono spesso chiamate anche “draghi verdi”. Dopo uno stop nel corso degli anni ’80, il numero di fontanelle in città è costantemente aumentato e attualmente se ne contano ben 564.

Le vedovelle milanesi, tuttavia, sono spesso oggetto di atti vandalici, oltre che alla normale usura del tempo e da parte degli agenti atmosferici. Proprio per questo presso l’acquedotto di via Meda si trova un’officina dove vengono riparati i draghi verdi e riportati all’originario splendore. La ditta è incaricata anche di effettuare interventi di pulizia e restauro sul posto, che durante lo scorso anno sono stati più di 350. Oltre a restaurare le vecchie fontanelle qui vengono anche custodite quelle nuove provenienti dalla fabbrica che le produce, con una media di 10 nuovi esemplari l’anno. Le operazioni di ripulitura e quelle di restauro meno impegnative possono essere eseguite senza problemi sul posto. Si tratta perlopiù di azioni di pulizia, rimozione delle foglie e riverniciatura. In caso, però, di interventi più importanti diventa fondamentale la rimozione della vedovella, che viene sostituita da una nuova mentre quella vecchia è portata in officina dove ci si potrà dedicare alla riparazione completa. Oltre alle classiche scritte, facilmente copribili con una semplice verniciata, gli atti vandalici che si riscontrano più frequentemente sono la rimozione della testa d’ottone, per via del suo valore, e il blocco dell’acqua nella cassetta per consentire ai piccioni di dissetarsi.

Sebbene il costo delle vedovelle non sia eccessivo (circa 1.000 per la produzione di un esemplare), nel corso degli ultimi anni si stanno riscontrando diversi problemi per l’installazione e il mantenimento. Questo perché il costo degli scavi e delle tubature si aggira intorno ai 10.000 € e perché molte fontanelle vengono messe in mano ai privati, che poi però non pagano le bollette e l’erogazione dell’acqua viene conseguentemente interrotta. A dispetto di quanto molte persone pensano l’acqua che esce dalle vedovelle (8 litri al secondo tra tutti gli esemplari) non viene mai sprecata, in quanto è scaricata nelle fogne e, dopo aver raggiunto i depuratori ed esser stata disinfettata, è usata per l’irrigazione dei terreni agricoli presenti nella zona a sud della città. Del resto, l’acqua che raggiunge il capoluogo lombardo e tutta la regione è di qualità elevate, grazie alla provenienza dalle vette che si trovano in paesaggi incontaminati. Come il monte Plesio, poco distante dal lago di Como, dove nasce acqua Chiarella.

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