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Pelle Rovinata e disidratazione: c’è un legame?

Spesso le star del cinema e della televisione affermano di essere in forma grazie ad una serie di accortezze e al fatto di bere molta acqua. Bere la quantità consigliata di acqua aiuta certamente a digerire meglio e ad aiutare i reni, ma siamo sicuri che sia anche in grado di aiutare la pelle a restare giovane e luminosa? Con l’aiuto degli esperti in materia e con il contributo di Acqua Chiarella, diamo un’occhiata ai più grandi misteri relativi all’acqua. È di qualche mese fa la notizia secondo cui i famosi due litri d’acqua al giorno consigliati da medici e nutrizionisti per rigenerare e tenere in forma la pelle, sarebbero solo una bufala. Ma è davvero così? Le teorie sembrano piuttosto contrastanti ma quel che è certo è che il legame fra disidratazione e pelle rovinata non è più così evidente. Tuttavia, per andare sul sicuro, la cosa potrebbe essere letta al contrario, ovvero non bere a sufficienza e versare in una condizione di disidratazione permanente, ha effetti negativi anche sulla pelle.

Un altro discorso fondamentale riguarda la qualità dell’acqua. Uno studio recente avrebbe evidenziato come l’acqua del rubinetto tenda a restituire maggior tono e densità alla pelle rovinata, al contrario di quanto faccia l’acqua minerale. Questa informazione, tuttavia, è da prendere con le molle, considerato che non sempre l’acqua del rubinetto fa bene: ne esistono di troppo dure o di non sufficientemente depurate, in grado di creare ulteriori problemi a chi le beve di frequente. Un ulteriore problema riguardante la valutazione degli effetti dell’acqua sulla pelle è quello relativo a come la si consuma. Non è tanto la quantità di acqua ingerita a fare la differenza, ma la frequenza con cui la si beve. Bere dieci bicchieri d’acqua in mezzora non produrrà alcun risultato; fare lo stesso in cinque ore, invece, serve ad idratare il corpo. Insomma, mantenersi sempre idratati è importante, ma bere grandi quantità d’acqua con la speranza di migliorare l’aspetto della pelle rovinata è più un mito che una certezza.

Il fatto che l’epidermide sia composta per una buona percentuale di acqua indica che, se disidratato, l’organismo tende a recuperare i liquidi dalla cute, dando un aspetto più rinsecchito e rovinato alla pelle. Tuttavia, si tratta di condizioni transitorie che, se affrontate rapidamente, possono essere risolte senza conseguenze. È molto più facile, invece, che la cute abbia un aspetto spento e rovinato per via dei danni causati dal sole e dal fumo. Ora, un altro arcano da risolvere. Quanto l’abitudine a lavarsi spesso può rendere più idratata la pelle? In questo caso la riposta è semplice: per niente, visto che l’acqua tende ad eliminare alcune sostanze protettive prodotte direttamente dall’epidermide. Ecco perché alcune persone dalla pelle sensibile seguono il trend della “Waterless Face Cleanser”, che suggerisce addirittura di lavarsi senza acqua! Di tanto in tanto potrebbe essere utile usare acqua micellare, ovvero un’acqua purificata e arricchita con elementi idratanti (la glicerina), oppure trattare la pelle con elementi in grado di trattenere l’acqua, come l’aloe vera, l’urea e l’acido ialuronico.

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