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il Blog di Chiarella

Qual è l’acqua migliore per la dieta iposodica?

Che il sale in eccesso faccia male è una cosa risaputa ma quale sia la migliore acqua per la dieta iposodica è un dubbio che attanaglia molte persone.

Prima di acquistare una marca è consigliabile leggere l’etichetta della bottiglia e controllare il valore del sodio. Nella stragrande maggioranza questo valore è intermedio tra le acque sodiche e le iposodiche. Sono proprio queste ultime che rientrano nel nostro interesse. Un’acqua iposodica ha un ridotto contenuto di sodio, solitamente inferiore ai 20 mg/l. Questo numerino forse risulta abbastanza irrisorio ai più ma rispetto ad un’acqua mediamente sodica potrebbe esserci un risparmio di 80/100 mg/l.
Traducendo questi termini in una cifra effettiva parliamo mediamente di 0.57145 grammi di sale al giorno. In poche parole è circa mezzo cucchiaino di sale. Molti si sorprenderanno perché speravano forse di risparmiare più sodio per la propria dieta ma la verità è che il consumo di un’acqua iposodica è proporzionale al regime alimentare stesso. Bere un’acqua a basso contenuto di sodio e poi mangiare del prosciutto è totalmente inutile, mentre ha più senso cercare di diminuire quanto più possibile l’apporto di sale nella dieta, cominciando dagli alimenti e finendo con la propria acqua.

La maggior parte delle persone acquista la propria acqua in virtù di una preferenza di gusto o prezzo (le acque iposodiche sono notoriamente più costose), senza dare peso al suo contenuto chimico. Il cloruro di sodio è un elemento che concorre al bilanciamento idrico dell’organismo ed è di supporto ai reni ma diventa un valore da controllare in alcune patologie come insufficienza renale, ipertensione, cellulite, ecc. Quando un soggetto deve tenere sotto controllo questo aspetto è naturale che cercherà la migliore acqua per la dieta iposodica ma che non si faccia distrarre da alcune diciture riportanti lo 0,000001% di sodio. Questa percentuale è infatti un mero specchietto per le allodole dato che tutti quegli zeri hanno il solo scopo di indurre il consumatore a pensare che ci sia pochissimo sodio all’interno di quell’acqua, ignorando il fatto che questo valore è indicato in mg/l, al pari delle altre sostanze chimiche.

Chiarita l’esigenza di uniformare l’intero regime alimentare al consumo di acqua iposodica, le migliori acque in circolazione si mantengono su un valore inferiore all’1 mg/l di sodio. L’acqua Chiarella è attualmente una delle acque italiane con minore concentrazione di questo elemento, il suo indice è pari a 0.9 mg/l, insieme ad altri marchi blasonati. Quindi meglio partire premuniti e controllare bene le etichette, spesso le acque meno sponsorizzate hanno un valore molto più basso rispetto a marche più note.
La scelta di un’acqua rispetto a un’altra marca è sicuramente personale e soggettiva, influenzata da diversi fattori e necessità. Un atleta che perde molti liquidi avrà bisogno di reintegrare i sali minerali perciò propenderà per un’acqua sodica, al contrario chi decide di ridurre considerevolmente il sale nella propria vita opterà per un’acqua come meno sodio accompagnata ovviamente da una dieta iposodica. L’importante è che ci sia una profonda consapevolezza e che non si seguano mode o pareri non clinici.

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