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il Blog di Chiarella

Cerchi i cocktail più buoni? Parti dall’Acqua!

Il segreto di un cocktail ben riuscito è l’acqua. Parola di bartender. Per preparare un favoloso cocktail o un dissetante long drink, sia alcoolico sia analcolico, sono fondamentali ingredienti di prima qualità da dosare e mixare con perizia e sapienza. Spesso però si dimentica che l’acqua sotto forma di cubetti, crusched o pileé è un ingrediente fondamentale per il successo di ogni bevanda. Guai a trascurarne l’importanza. Se in passato, infatti, i clienti storcevano il naso davanti al barista che riempiva il bicchiere di ghiaccio pensando a un modo per consumare meno alcool, adesso che sono maggiormente informati, pretendono un buon ghiaccio nella preparazione del drink. Infatti, quando il ghiaccio è opaco e granuloso significa che contiene i residui di sali minerali di un’acqua di scarsa qualità, quando è trasparente, compatto e brillante vuol dire che è stato ottenuto da un’acqua oligominerale pura come Acqua Chiarella dal residuo fisso basso, compreso tra 50 e 500 mg/l e povera di sodio.

La distinzione è così importante perché questa tipologia d’acqua mantiene la temperatura più a lungo rispetto ad altre acque e di conseguenza si avranno cocktail freschi senza l’effetto annacquamento. Inoltre, al fattore funzionale si unisce anche quello estetico: più i cubetti sono limpidi e cristallini più appagano la vista del consumatore. Al contrario, un ghiaccio realizzato con acqua di qualità mediocre, conservato male, magari esposto a lungo al pulviscolo dell’aria e toccato con le mani anziché con la pinza, altera il gusto della bevanda prescelta e può arrivare a causare perfino fastidiosi problemi intestinali. La conferma si trova in una recente ricerca. L’Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare, in collaborazione con l’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia e le relative Asp, ha analizzato il comportamento di 125 operatori alimentari locali ed è emerso che il 25% produce e impiega nella propria attività ghiaccio contaminato. Bruno Vanzan, campione del mondo di “Flair bartending”, cioè l’insieme delle tecniche acrobatiche nella preparazione delle bevande, non si stanca mai di sottolineare il ruolo chiave dell’acqua in un cocktail di successo: “La qualità dell’acqua fa la differenza in ogni preparazione. A ogni drink, così come corrisponde un certo tipo di bevanda e un certo tipo di bicchiere, corrisponde una tipologia di ghiaccio”.

Il consiglio degli esperti è quello di produrre i cubetti non tramite il processo di congelamento, ma attraverso macchine professionali. Se siete a casa e volete preparare cocktail strepitosi per sorprendere gli amici dovete ricordarvi di utilizzare un’acqua oligominerale di qualità e di rispettare le norme igienico-sanitarie durante la preparazione dei vostri cubetti. Esistono diverse tipologie di ghiaccio, oltre a quello secco: a forma di cubocrushed a cristalli o “pileé”. Il cubetto, sia pieno sia bucato all’interno, è il più adoperato nei cocktail on the rocks e per raffreddare gli ingredienti della bevanda nel cosiddetto “mixing glass”. Il ghiaccio crushed, cioè spaccato in piccole scaglie con appositi strumenti, è adatto ai frozen e ai pestati. Il ghiaccio a cristalli o tritato serve per conservare i prodotti ittici o per scenografia. Non commettete l’errore di metterlo nei vostri Moscow Mule, Moijto, Caipiroska perché si scioglie subito a contatto con l’alcool e rende la bevanda sgradevole.

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