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L’acqua povera di calcio previene i calcoli renali?

calcoli renali sono il disturbo urologico più diffuso, si contano infatti oltre 100.000 nuovi casi all’anno. Queste “pietroline” sono degli aggregati di cristalli dei sali minerali che si trovano nelle urine, nella maggior parte dei casi ossalato e fosfato di calcio. I calcoli più piccoli spesso vengono espulsi con l’urina senza che il soggetto se ne accorga, ma quando questi assumono dimensioni maggiori o bloccano il flusso di urina ecco che possono manifestarsi dolorose coliche renali, bruciore alla minzione, febbre, vomito e tracce di sangue nelle urine. Le cause di tale patologia sono molteplici, ma gioca un ruolo fondamentale la predisposizione genetica. Unitamente a questa, i fattori che concorrono nella formazione dei calcoli sono l’idratazione non sufficiente con conseguente concentrazione delle urine, alimentazione malsana, stile di vita sedentario, infezioni delle vie urinarie ed eccessi di alcuni integratori, per esempio a base di vitamina D. Anche l’assunzione di certi farmaci o la presenza di patologie come il morbo di Chron o l’obesità possono favorire l’insorgenza di calcoli.

Nella maggior parte dei casi, per i calcoli di piccole dimensioni, è sufficiente un massiccio consumo di acqua (almeno 2 o 3 litri al giorno) affinchè l’organismo riesca a espellere autonomamente le pietroline. Se invece il cristallo è troppo grande, provoca forti dolori, infezioni o altre problematiche, il medico probabilmente suggerirà un bombardamento con onde d’urto oppure un intervento chirurgico. Ovviamente la prevenzione è la migliore arma per scongiurare la formazione di calcoli renali. È, quindi, fondamentale seguire uno stile di vita salutare e attivo, che comprenda una regolare attività fisica e un’alimentazione sana, bilanciata e non troppo proteica, soprattutto per chi soffre di calcoli provocati da alti livelli di acido urico. Importantissimo è, infine, l’aspetto dell’idratazione. Chi è predisposto alla formazione di calcoli non dovrebbe mai bere meno di 2 litri d’acqua al giorno in quanto riduce la possibilità di aggregazione dei cristalli e, qualora invece si dovessero formare dei calcoli, aiuta ad espellerli quando sono ancora di piccole dimensioni.

La questione della scelta dell’acqua è molto dibattuta. Sebbene non ci siano prove scientifiche sufficienti, viene spesso consigliato a chi soffre di calcoli renali di scegliere un’acqua povera di calcio, dato che nell’80% dei pazienti i cristalli sono formati da aggregati di ossalati o fosfati di calcio. In realtà non è tanto la quantità di calcio a essere rilevante, bensì quella di sodio nonché un buon equilibrio di sali minerali. Pertanto, per la salute dell’apparato urinario, soprattutto se si soffre di questi tipi di patologie, è importante scegliere un’acqua ben bilanciata e iposodica come Acqua Chiarella. Quest’acqua oligominerale, che sgorga dalle montagne che incorniciano il lago di Como, contiene infatti appena 0,9mg di sodio per litro ed è perciò adatta per prevenire la formazione di calcoli renali.

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