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Aria condizionata, croce e delizia: ecco come ci disidrata

L’aria condizionata è il miglior alleato contro il caldo tanto che riesce a portare nelle abitazioni e a lavoro temperature invernali in piena estate. Se per molti rappresenta un dispositivo irrinunciabile, per altri è una vera e propria croce che causa dolori e influenza. Non tutti sanno però che l’aria condizionata provoca un disagio comune legato al suo funzionamento, ovvero la disidratazione. L’aria calda aspirata, oltre ad essere raffreddata perde la sua umidità che si condensa naturalmente su una componente chiamato scambiatore di calore poiché questo è ad una temperatura più bassa. Il risultato è che l’aria che rientra oltre ad esse più fredda è completamente secca mentre l’acqua esce attraverso una canaletta presente in tutti gli impianti di climatizzazione. A lungo andare tutta l’umidità dei locali viene riversata all’esterno lasciando spazio ad un ambiente arido che porta vari problemi all’organismo.

Un ambiente con queste caratteristiche causa la perdita di liquidi da parte dell’organismo che tende, attraverso la respirazione, ad emettere particelle d’acqua in modo eccessivo. Le vie respiratorie infatti si rinsecchiscono e perdono efficienza, in particolar modo irritandosi ed esponendosi ad infezioni batteriche che trovano indebolite le difese. Anche la pelle emette acqua in un clima dove il leggero strato di sudore che la ricopre evapora istantaneamente. Il risultato è una disidratazione di tutto l’organismo che ne risente in ogni sua parte, in particolar modo nei reni. Infine gli occhi si seccano ed iniziano a bruciare e lacrimare poiché la secchezza porta la scomparsa del film protettivo e antibatterico che li ricopre. La disidratazione porta quindi al calo della risposta immunitaria superficiale che, associato al freddo e ai filtri spesso sporchi e carichi di batteri, causa malattie tipiche della stagione invernale. Il naso può essere affetto da rinite e sinusite, la gola da laringite e faringite, le orecchie invece da otite, tutte patologie che non dovrebbero presentarsi nella stagione dei condizionatori.

Per combattere la disidratazione da aria condizionata è necessario anzitutto bere più acqua quando questa è accesa. Reintegrare i liquidi persi è fondamentale anche quando non ci si accorge di disidratarsi, come nel caso del climatizzatore. É sufficiente consumare un bicchiere d’Acqua Chiarella ogni ora per recuperare anche i sali minerali eliminati. Naturalmente quando l’umidità ambientale diventa estremamente bassa l’unica opzione disponibile resta quella di spegnere il raffreddamento dell’aria ed arieggiare gli ambienti così da ripristinare i livelli di acqua nebulizzata. Un’ultima opzione è rappresentata dagli umidificatori che, riempiti periodicamente, vaporizzano acqua fresca portando un minimo vantaggio anche nella temperatura. Attenzione anche ai primi sintomi di malattie influenzali che sono un segnale d’allarme indicativo di un utilizzo eccessivo del condizionatore. Pulire i filtri periodicamente può arginare alcuni di questi problemi come anche utilizzare del collirio per gli occhi e bere almeno 3 litri di acqua al giorno.

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