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AirDrop: l’innovativo sistema di irrigazione water-friendly

Acqua Chiarella intende rendere omaggio alla propria partnership con ActionAid e le altre associazioni legate al mondo Charity, parlando di un progetto che potrebbe attenuare il problema legato alla mancanza d’acqua. Applicare il principio fisico che sta alla base del processo di condensazione dell’acqua per dar vita ad un progetto che consenta di irrigare anche le zone più aride del pianeta. L’idea è di Edward Linacre, che l’ha concepita mentre osservava gli effetti sempre più preoccupanti della siccità in Australia, uno dei Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. Dall’idea di Linacre nasce AirDrop, un innovativo sistema di irrigazione che consentirebbe di limitare gli sprechi e di preservare le risorse idriche usando in maniera intelligente l’aria. Linacre ha esaminato i processi di desertificazione che interessano da decenni la maggior parte delle aree agricole dell’Australia, notando che il rapido inaridimento della terra è legato all’aumento delle temperature, che a sua volta causa un incremento dell’evaporazione dell’acqua fino al totale prosciugamento del terreno. Inoltre, il processo appena illustrato contribuisce anche all’aumento dell’effetto serra.

Osservando il processo, a Linacre è venuta l’idea di mettere a punto un sistema in grado di catturare il vapore acqueo e utilizzarlo per l’irrigazione dei campi. In che modo? Ispirandosi alla natura e in particolare alla capacità delle piante e degli animali che vivono nelle aree desertiche di servirsi dell’umidità presente nell’aria. Uno degli esempi più clamorosi ce lo fornisce il rabarbaro del deserto, capace di sopravvivere grazie alle cavità situate nel suo fogliame, che gli consentono di raccogliere e conservare una quantità d’acqua nettamente maggiore rispetto a quanto riescono a fare le altre piante situate all’interno dello stesso habitat. Un altro bellissimo esempio che la natura ci offre è quello dello scarabeo della Namibia, capace di adattarsi perfettamente al clima inospitale di uno dei deserti più aridi al mondo, grazie all’aiuto della corazza idrofila, che gli consente di trattenere l’umidità che si forma al mattino. E così, Edward Linacre ha deciso di raccontare al “The Guardian” la genesi del suo sistema, teso a raccogliere e riutilizzare il vapore acqueo presente in atmosfera. Quella di Linacre è certamente una delle attività appartenenti all’universo Charity che vale assolutamente la pena approfondire.

Il progetto Charity realizzato da Linacre prende il nome di AirDrop e sfrutta le basse temperature del suolo, al di sotto del quale vengono sistemate particolari tubature pensate per raccogliere l’umidità che si forma all’interno delle stesse. Non appena l’aria si raffredda e raggiunge il punto di condensazione, l’acqua prende a gocciolare all’interno di una vasca. Da lì, una pompa porta l’acqua ai campi tramite uno speciale sistema di irrigazione sotterraneo, più efficace di quelli attualmente impiegati poiché in grado di evitare l’evaporazione dell’acqua. Oltre al sistema di irrigazione e alla capacità di trattenere l’umidità, l’altro importante punto di forza del progetto messo a punto da Linacre riguarda l’impiego di tecnologie poco complesse e facili da attuare, nonché la possibilità di alimentare la turbina e la pompa tramite energia solare. Ciò consentirebbe agli agricoltori di utilizzare il sistema e di mantenerlo spendendo molto poco.

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