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Acqua e Tradizioni: Festa delle Acque in Myanmar

Il Myanmar, fino a pochi anni fa conosciuto come Birmania, è una di quelle terre magiche dove cibo, paesaggi e religione si intrecciano a formare uno scenario meraviglioso dalle mille attrazioni. Tra le cose da vedere e visitare ce n’è una in particolare che merita attenzione.
In questo periodo si festeggia il Thingyan, una festa che dà il benvenuto al nuovo anno in maniera epocale: con la Festa delle Acque.
La capitale e tutte le città si colorano e si addobbano per accogliere il lieto evento.
Tutti partecipano alla festa perché tirarsi un gavettone rappresenta il migliore augurio di buon anno. Ovviamente come tutte le celebrazioni ha le sue regole e le donne incinte e gli anziani si esimono dal festeggiare per evitare di farsi male mentre i monaci non partecipano per una rigidità morale tipica del buddismo.

Le origini della festa sono mitiche e risalgono alla leggenda del Re di Brama (Arsi) a cui venne tagliata la testa in seguito ad una scommessa persa con il Re di Deva (Thagya Min). Sul suo corpo venne posta una testa di elefante diventando di fatto il Dio Ganesha, con un potere talmente grande da prosciugare le acque e bruciare la terra se la sua testa fosse stata gettata in una di esse. Per ovviare a questa tremenda maledizione la testa venne, di anno in anno, preservata da centinaia di principesse, rendendo il Thingyan un vero e proprio passaggio da celebrare.
Mitologia a parte, la Festa delle Acque trova il suo fondamento anche in uno spirito religioso tipico del popolo. Ogni anno infatti, gli Spiriti si palesano agli uomini e fanno un resoconto di quanto buono o cattivo sia stato fatto. I Birmani accolgono questi spiriti decorando gli usci delle loro porte, depurandosi al monastero e ubriacandosi d’acqua. Ecco il motivo per cui è importante tirarsi gavettoni gli uni con gli altri: bere e far bere acqua per eliminare quanto di impuro c’è nell’organismo e presentarsi puri e puliti alla presenza degli Spiriti.

Ma così come il Capodanno occidentale viene annunciato da botti e fuochi artificiali, anche la Festa delle Acque in Myanmar ha la propria enunciazione.
In ogni città viene scelta un’area pubblica importante e viene portato un cannone ad acqua che sparerà un sonoro colpo che darà il via al festeggiamento.
Da questo momento in poi tutto il popolo si riverserà nelle strade sfidandosi all’ultimo colpo d’acqua.
Tutto è concesso, dai palloncini colmi d’acqua ai secchi, dalle pistole alle pompe.
Nessuno deve sottrarsi al getto d’acqua perché sarebbe cattivo augurio, impensabile per una mentalità credente e religiosa come quella dell’ex Birmania.
Una festa simile in Italia si presenta a Ferragosto, seppur priva di ogni significato religioso o augurale, dove la battaglia all’ultimo schizzo dacqua dura fino al tramonto. Chissà cosa accadrebbe se si importasse questa festa e tutte le persone si augurassero un buon anno bagnandosi di Acqua Chiarella. Forse sarebbe il modo più divertente per dire addio al passato e concentrarsi, puliti e sazi d’acqua, sul nuovo anno con il sorriso e il pensiero, finalmente, positivo.

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