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il Blog di Chiarella

Il Magico Legame tra Acqua e Arte

Il binomio arte e acqua esiste da secoli, fin dalla celebre tomba del tuffatore del 480 a.C. L’acqua è da sempre protagonista di un’infinità di opere d’arte, trattata da artisti di fama, da Leonardo Da Vinci fino a Serena Vestrucci. La scelta dell’acqua dipende da un assunto che suona quasi come un paradosso: il protagonista più diffuso e presente su ogni tavola, ma anche quello meno soddisfacente dal punto di vista del sapore. Com’è possibile allora, che nel mondo dell’arte l’acqua sia così importante, nonché efficace dal punto di vista dei significati e delle forme? Sono tantissimi gli artisti che almeno una volta hanno usato l’acqua come soggetto delle proprie opere. Basta pensare ai canali del Canaletto, ai vortici di Leonardo, alle onde di Théodore Géricault e al diluvio di Paolo Uccello. Ma in questo caso, più che dai vortici e dalle onde, sarà opportuno iniziare da un semplicissimo bicchiere d’acqua: quello mostrato da Michael Craig-Martin alla Rowan Gallery di Helensburgh nel 1974.

La scena include un bicchiere colmo d’acqua e poco più giù un testo che spiega come quello stesso oggetto, in realtà, sia una quercia. Siamo di fronte ad un gioco? È evidente che la quercia non esiste e men che meno si paventa nella mente di chi osserva il bicchiere, ma di fatto sta in quella dell’artista, il quale afferma che la quercia è sulla scena esattamente come indicato, ma nella forma di un bicchiere d’acqua. Sì, perché l’arte concettuale è anche transustanziazione, come affermato più e più volte da artisti del calibro di Duchamp, le cui opere trascendevano il semplice manufatto. In questo esempio, la protagonista è l’acqua potabile, ma non quella etichettata e raffigurata da Andy Warhol, ma quella raccolta da una qualunque fontana. Per dissetarsi, infatti, è possibile usare anche quella delle fontane pubbliche. A Milano, nell’area di “City Life“, figurano le opere di Serena Vestrucci, installate in sostituzione dei rubinetti delle “vedovelle” (chiamate così perché il flusso lento e costante ricordava il pianto di una vedova). Chissà che ad ispirare l’artista milanese non siano stati gli splendidi laghi lombardi e le fonti che li alimentano, tra cui quelle da cui sgorga Acqua Chiarella.

Si tratta di dieci mostruose teste di dragone, diverse le une dalle altre. E come in ogni fiaba che si rispetti, l’incontro col drago può avvenire per caso o come il risultato di una ricerca sistematica. Nel parco dell’Università della California di San Diego figura una fontana in marmo che tocca i livelli più elevati di arte concettuale. Se considerata da uno dei possibili punti di vista, essa appare come l’esatto contrario della fontana di Duchamp: in quel caso un oggetto di uso comune entrava in una struttura museale, mentre adesso un manufatto di pregio viene collocato in un’aiuola per dissetare gli avventori e riproporsi come un oggetto capace di assolvere ad una funzione specifica. Questa scultura risale al 1991 ed è stata realizzata da Michael Asher: è la riproduzione esatta dei distributori d’acqua che affollavano le sale del campo d’addestramento militare, un tempo situato al posto dell’università. E così, l’acqua, bene indispensabile ma quasi scontato, dopo aver ispirato migliaia di artisti, torna placidamente a dissetare i passanti con il suo gusto (quasi) insapore.

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